Il numero di cittadini russi che scelgono di trascorrere le vacanze nell’Unione europea continua ad aumentare, nonostante le tensioni politiche legate alla guerra in Ucraina e le richieste di diversi governi europei di irrigidire ulteriormente le restrizioni nei confronti di Mosca.
Nel 2025 i Paesi membri dell’Unione hanno rilasciato oltre 620 mila visti a cittadini russi, segnando un aumento del 10,2 per cento rispetto all’anno precedente.
I dati mostrano come il turismo resti uno dei principali canali di collegamento tra la Russia e alcuni Stati europei, soprattutto quelli maggiormente dipendenti dall’afflusso di visitatori stranieri durante la stagione estiva. In testa per numero di visti concessi figurano infatti Italia, Francia e Spagna, che continuano ad attrarre turisti russi diretti verso le località balneari mediterranee, la Costa Azzurra o le aree lacustri italiane.
La crescita appare particolarmente significativa in Francia, che nel 2025 avrebbe registrato l’incremento più consistente rispetto all’anno precedente. Le mete dell’Europa occidentale continuano a essere considerate dai turisti russi destinazioni prestigiose e relativamente accessibili, nonostante le difficoltà legate ai collegamenti aerei e alle sanzioni introdotte dopo l’invasione dell’Ucraina.
Il rilascio dei visti Schengen rimane però una competenza dei singoli Stati membri, e all’interno dell’Unione persistono profonde divisioni politiche sull’approccio da adottare verso i cittadini russi. Diversi Paesi dell’Europa orientale e baltica sostengono da tempo la necessità di limitare drasticamente l’ingresso dei russi nell’Unione, sostenendo che il turismo non possa essere considerato “business as usual” mentre prosegue il conflitto in Ucraina.
Polonia, Finlandia, Repubblica Ceca ed Estonia hanno infatti ridotto fortemente il rilascio dei visti o introdotto restrizioni severe ai viaggiatori provenienti dalla Russia. In alcuni casi sono stati limitati anche gli ingressi per i titolari di visti Schengen ottenuti in altri Paesi europei.
Al contrario, gli Stati del Sud Europa continuano a mantenere una linea più pragmatica. Oltre a Italia, Francia e Spagna, anche la Grecia e l’Ungheria del premier Viktor Orbán vengono considerate relativamente permissive nella gestione dei visti verso i cittadini russi.
Il tema rischia così di riaccendere il dibattito interno all’Unione sulla necessità di armonizzare la politica dei visti nei confronti della Russia, bilanciando esigenze economiche, sicurezza e pressione diplomatica su Mosca.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da update-eu disponibile qui.

